martedì 23 settembre 2014

SECONDA STAGIONE


Le foglie caddero, e caddero ancora, e freddo e caldo seguirono il loro ciclo per sei lunghi anni. Lily rimase vedova, allevò il bambino con l'aiuto della madre. Il bambino nacque e crebbe forte e sano, consapevole della mancanza di un padre, ma ignaro della sua orribile morte.

In realtà nessuno sapeva la vera fine di Jack. I soldati che tornarono dal fronte parlarono di un agguato improvviso, di una vera e propria carneficina. Molti soldati non furono mai trovati, molti esplosero e di loro rimase soltanto qualche brandello. Nessuno vide il corpo di Jack, ma tutti erano certi di una cosa: su quel campo regnava un silenzio di morte. Nessuno era rimasto vivo.

La morte di Jack fu un colpo duro per tutti. Lily più di tutti rimase sconvolta.
Superata la depressione dei primi mesi, si trasformò in una persona completamente diversa. La luce che illuminava i suoi occhi si spense completamente. Diventò un'altra persona. Non rideva più, mangiava quel tanto che bastava per sopravvivere, non usciva mai se non per procurarsi ciò che serviva per la cura della casa. Davanti al proprio bambino però sorrideva ancora, e indossava la maschera della mamma tenera, dolce e spensierata. Non avrebbe mai cresciuto un bambino nella tristezza, non poteva. Lo doveva fare, per Jack.

Tobia crebbe forte e sano, tranquillo. Soltanto un pensiero ogni tanto occupava la mente del fanciullo. Quando camminava con la sua mamma, lungo la strada affollata, vedeva tutti gli altri bambini in compagnia di uomini alti e forti, uomini che chiamavano papà e che avevano un lunga barba grigia che loro afferravano ridendo. La mamma non stava mai vicino a nessun uomo, non c'era un papà nella loro casa.

Più volte quella domanda risuonò tra quelle pareti, quella domanda che Lily sperava di non sentire mai. La prima volta fu durante una cena. Stavano mangiando tranquilli e in silenzio, quando, ad un tratto, Tobia si fermò e comincio a fissare il piatto in silenzio. Dopo qualche secondo alzò la testa verso la mamma:

"Mamma, dov'è il mio papà?".
"Il tuo papà è nel cielo amore mio.."
"E perché non può scendere giù ogni tanto?"
"Perché il tuo papà adesso riposa lassù.."
"Perché si riposa mamma? non dormiva mai?"
"Si amore, però era molto stanco lo stesso..."

Rossa è la foglia lungo il viale.
Equinozio d'autunno, passi lungo il viale, parole senza eco.
Uno strano silenzio risuona nell'aria, smorza i rumori, affievolisce le grida dei bambini, spegne i discorsi. Una sorta di pace aleggia al sopraggiungere del meriggio.

Tobia, piccolo e impacciato, cammina con gli altri bambini.